Disturbo da Deficit dell’Attenzione per Iperattività (DDAI)


Criteri Diagnostici e Intervento Multimodale

Il Disturbo da Deficit dell’Attenzione per iperattività (DDAI) più noto come ADHD è caratterizzato da persistente disattenzione e/o iperattività-impulsività che interferisce con il funzionamento e lo sviluppo. Nel DDAI la disattenzione si manifesta su un piano comportamentale come divagazione dal compito, mancanza di perseveranza, difficoltà a mantenere l’attenzione e disorganizzazione. L’iperattività si manifesta attraverso un’eccessiva attività motoria, in contesti e situazioni inopportune.

Il DDAI ha il suo esordio nell’infanzia e affinchè si possa confermare una diagnosi le manifestazioni del disturbo devono essere presenti in più di un contesto (ad es. casa, scuola, palestra ecc.) . In genere i sintomi variano a seconda del contesto all’interno dei vari ambienti. I segni del disturbo posso essere minimi o assenti quando l’individuo riceve frequenti ricompense per comportamento adeguato, oppure è impegnato in attività particolarmente interessanti o, ancora, riceve una consistente stimolazione esterna.

Caratteristiche associate al DDAI

In concomitanza con il disturbo possono presentarsi lievi ritardi dello sviluppo del linguaggio, motorio o sociale, bassa tolleranza alla frustrazione, irritabilità o umore labile. Pur non presentando disturbi specifici dell’apprendimento, tali soggetti possono riportare problemi cognitivi ai test per attenzione, funzioni esecutive o memoria, inoltre è stato riscontrato che, in confronto ai coetanei, i bambini con DDAI mostrano un aumento di onde lente all’elettroencefalogramma, un ridotto volume totale cerebrale alla risonanza magnetica e un possibile ritardo nella maturazione della corteccia postero-anteriore .

Dalle osservazioni riportate da molti genitori emerge un’iniziale eccessiva attività motoria nei primi anni di vita del bambino, ma prima dei quattro anni i sintomi sono difficilmente distinguibili dai comportamenti normali in quanto variabili. Il DDAI esplode, diventando più rilevante nell’espressione della sintomatologia manifesta, durante gli anni della scuola primaria, in cui la disattenzione sembra essere sempre più preminente e invalidante.

L’Intervento multimodale

Data la varietà sintomatologica anche in base ai contesti del DDAI è auspicale un intervento multimodale che coinvolga le varie aree del disturbo e i vari contesti di interazione del bambino

( scuola, famiglia, ecc.)

Avendo un’ origine anche organica il disturbo può essere trattato anche farmacologicamente per ridurre iperattività, disattenzione e impulsività, ma non solo, perché agire su un piano farmacologico non avrebbe alcun effetto su aspetti socio-relazionali e sugli apprendimenti. Per tale ragione è necessario un intervento integrato che comprenda un intervento rivolto ai genitori, agli insegnanti e al bambino. Vediamoli nello specifico.

Parent Training

Il supporto alla genitorialità è fondamentale nel percorso di cura del bambino con DDAI, in quanto genitori consapevoli e formati sulle strategie da adottare con il proprio figlio possono favorire significativamente i comportamenti positivi, ridurre quelli disfunzionale e creare un ambiente familiare in grado di favorire l’autoregolazione del bambino.

Teaching Trainer

Nel trattamento del bambino con DDAI parte integrante è il coinvolgimento degli insegnanti con cui il bambino trascorre gran parte della giornata. Molte caratteristiche del disturbo vengono espresse nel contesto scolastico. Formare e supportare gli insegnanti per un intervento con il bambino con DDAI , in concomitanza con il Parent Training, può, continuando l’intervento portato avanti nel contesto familiare, favorire l’autoregolazione, l’autocontrollo e l’autoconsapevolezza dei propri comportamenti permettendo così al bambino di mettere in atto un comportamento adeguato a scuola tale da favorirne gli apprendimenti.

Intervento diretto al bambino con DDAI

In contemporanea al Parent Training e al Teaching Trainer va fatto un intervento diretto col bambino al fine di ridurre i comportamenti problema, promuovere l’autoregolazione emotiva, sviluppare le abilità socio-affettive fornendo così al bambino strumenti tali da permettere un margine di recupero nelle aree di funzionamento compromesse dal disturbo.

In conclusione possiamo dire che è importante, nel costruire un’ipotesi di intervento per il trattamento del DDAI tener conto delle varie aree compromesse e costruire un intervento che includa tutti i sistemi coinvolti nel processo di crescita.

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